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Finale Boulder Femminile: Anna Stöhr superstar

18 luglio 2010 Redazione Arco2011.it

Anna StöhrTutto all’ultimo boulder. Mai è stato così vero come in questo gran finale dei blocchi femminili. Sul filo di lana, appunto sul 4° Boulder, a spuntarla è un’impeccabile Anna Stöhr in versione super. Non a caso per la campionessa austriaca questa è la 3a vittoria al Rock Master. Una battaglia sul filo dei tentativi che ha vinto soprattutto nel testa a testa con la fortissima ucraina Olga Shalagina e con la magnifica giapponese Akiyo Noguchi, terminate rispettivamente al 2° e 3° posto. Ma anche superando la russa Olga Bibik che è andata ad un soffio non solo dal podio ma anche dalla vittoria. Si perché tutte e quattro hanno risolto 2 blocchi dei 4 proposti e sono divise solo dal numero dei tentativi.

Quella della Stöhr è stata davvero una magnifica gara tutta all’inseguimento. L’austriaca infatti è partita con un nulla di fatto sia sul 1° sia sul 2° blocco. Mentre Olga Bibik partiva alla grande cogliendo, unica fra tutte, il top del problema iniziale. E’ stata una vera lezione di equilibri e scioltezza e concentrazione assoluta quella della russa, tanto da farle chiedere il silenzio del pubblico… tutto molto bello.

Sempre la Bibik è protagonista anche sulla seconda stazione con il top al 4° tentativo. Meglio di lei fa solo l’ucraina Olga Shalagina, altra veterana delle zone alte delle classifiche mondiali, che centra la soluzione in due giri. Tutte le altre restano al palo. Poi al 3° boulder la svolta. La Bibik si perde, mentre la Stöhr passeggia al top al primo tentativo, così come la Shalagina. Centrano il problema anche la  Noguchi (2 tentativi) e la belga Chloé Graftiaux (3 tentativi). Nulla da fare invece per la slovena Mina Markovic.

Si arriva così al gran finale. Un blocco che richiede forza ma anche una grande dose di scioltezza e arte arrampicatoria nell’ultimo passaggio per fissare il top. Occorre usare benissimo i piedi, portandoli altissimi per una “compressione malefica”, il tutto trovando la giusta posizione del corpo. Non riescono a risolvere l’enigma né la Graftiaux, né la Shalagina, né la Markovic. Ma soprattutto non ci riesce la Bibik, che si infortuna anche alla spalla nei ripetuti tentativi di bloccare il lancio iniziale.

A questo punto la Stöhr ha la sua occasione, se risolve il problema in un unico tentativo va sul gradino più alto del podio. La classe non è acqua e la Stöhr ne ha da vendere: il “giochetto” è fatto e con disarmante arrampicata è al top. A questo punto tocca all  Noguchi giocarsi le sue chance di podio, una cosa che la campionessa giapponese non si lascia sfuggire e, in tre tentativi chiedendo anche l’incitamento del pubblico, centra il bronzo sul filo di lana. Tutto molto bello!

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di Vinicio Stefanello