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Report Boulder Finale Femminile

Anna Stöhr © Giulio Malfer

Anna Stöhr © Giulio Malfer

Signori e signore: oggi nella finale mondiale del boulder ha vinto il destino. Quello che bacia chi è predestinato. E’ Anna Stöhr la nuova campionessa del mondo Boulder. E la sua è stata, appunto, una vittoria da predestinata. E’ il suo secondo titolo mondiale dopo quello vinto ad Aviles nel 2007. E chi era in terra di Spagna allora non può non aver avuto un flash back. Anche quattro anni fa la campionessa austriaca era passata in finale con il 6° posto del secondo turno. E da subito, anche in quella finale, aveva letteralmente “macinato” i problemi lasciando senza speranze le avversarie. Semplicemente immensa, come qui ad Arco. Anzi no qui si è ancora superata. Perché oggi le sue avversarie erano davvero il massimo del boulder femminile mondiale. E lei è stata ancora più grande vincendo e risolvendo tutti i 4 bellissimi problemi di questa finale. Neanche a dirlo è stata l’unica a chiudere con l’en plaine…

Ma facciamo un passo indietro. Tutto è cominciato da un primo boulder che Anna Stöhr ha risolto a a tale velocità che in molti non sono riusciti manco a vederla. Era la prima a scendere in campo e subito si è capito che le altre avrebbero dovuto inseguirla. Così ha fatto Olga Bibik e poi Yana Chereshneva, Sasha DiGiulian e Juliane Wurm. L’unica a rimanere indietro è la giapponese Akiyo Noguchi… e la cosa, si sa già, peserà come un handicap difficile da colmare.

Intanto si continua con la Stöhr che inaugura il 2° strapiombante problema con un flash impressionante: è al top senza problemi producendosi in un bloccaggio “fuori misura”. Sembra quasi una partita facile. Ma non è così. O almeno lo è solo per DiGiulian e Chereshneva che centrano anche loro il top al primo tentativo. La Chereshneva, tra l’altro, sfodera un “colpo” da manuale superando il Bonus con un aggancio di piedi da applausi! Come quelli che il gran pubblico di Arco riserva a una Noguchi, combattiva più che mai, che chiude il blocco al terzo round. Così la giapponese recupera un po’ di terreno su Bibik e Wurm che non riescono a salirlo. Ormai è chiaro sarà una battaglia!

Poi, al terzo step, con Anna Stöhr che sale subito, e con relativa facilità, un boulder che richiede, oltre alla forza, una gran scioltezza e tecnica, tutto è chiaro. Soprattutto quando Sasha DiGiulian non riesce a salirlo. Da ora la lotta sarà solo per i gradini più bassi del podio. Anche se Akiyo Noguchi sfodera dall’alto della sua classe una grande salita flash. Cosa che fa anche in una Juliane Wurm davvero ispirata.

Ormai siamo all’epilogo. Così alla resa dei conti dell’ultimo e lunghissimo problema tutti aspettano il colpo magistrale. Naturalmente da Anna Stöhr. E l’austriaca non si fa pregare. Con tre intensi e bellissimi tentativi riesce a venire a capo del problema e viene incoronata sul campo direttamente dall’ovazione del pubblico. Nessun’altra riesce ad eguagliarla. Così l’argento va alla 18enne statunitense e bravissima Sasha DiGiulian. Mentre la tedesca Juliane Wurm, la prima sorpresa di questi mondiali, è terza. Seguono nell’ordine tre grandissime: la russa Yana Chereshneva, la giapponese Akiyo Noguchi, e l’indistruttibile bandiera russa Olga Bibik. E’ stata una grande gara. Davvero mondiale!

report by Vinicio Stefanello / planetmountain.com

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