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Report Boulder Finale Maschile

Dmitry Sharafutdinov @ Giulio Malfer

Dmitry Sharafutdinov @ Giulio Malfer

Quanto è grande il Boulder? E’ immenso se è giocato come in questa finale maschile dei mondiali di arrampicata di Arco. La ricetta è semplice. Metti in campo 6 grandissimi campioni e mettili di fronte a 4 problemi spaziali. Il risultato sarà una partita giocata top su top, invenzione su invenzione, senza risparmio, per uno spettacolo sportivo indimenticabile. Proprio come è successo stasera davanti un pubblico grandissimo che ha vissuto ogni prodezza e acrobazia come una magia. Sì perché di autentiche magie si trattava. E il più grande di tutti è stato Dmitry Sharafutdinov che ha conquistato il titolo mondiale del Boulder con una gara magistrale. E’ lui questa sera il re dei blocchi. Anche perché sulla sua strada  ha incontrato e battuto il sempre magico Adam Ondra e uno stratosferico Rustam Gelmanov.

Va detto che per Dmitry “Dima” Sharafutdinov – russo di Ekaterinburg – questo è il secondo titolo mondiale dopo quello di Avilés del 2007. Sarà una fatalità, ma qui ad Arco si è perfettamente ripetuto il risultato di quel mondiale con Stöhr e Sharafutdinov sul gradino più alto del podio. Sarà destino o sarà che entrambi, ancora una volta, hanno centrato la gara perfetta? Di certo entrambi oggi hanno fatto grande il boulder e lo sport arrampicata. Piccolo aneddoto: Dima (che fa sharf ovvero sciarpa come nick name) a casa sua si allena su un micro pannello di 2 metri per 3 e sempre da solo visto che nella sua città non ci sono altri boulderisti della sua forza. Questo, tanto per far capire qual è la forza di volontà e la passione di questo 24enne…

Ma torniamo alla gara. Come nei migliori prologhi i fuochi d’artificio sono partiti dal 1° blocco che definire acrobatico è fin troppo riduttivo. Serviva una partenza con due lanci impossibili seguita da un ristabilimento a dir poco “delicato” per conquistare il top. Bene, se ne sono viste di tutti i colori. A cominciare dal colpo di fulmine inventato da Cédric Lachat che, quando ormai tutto sembrava perso, ha estratto la soluzione dal cilindro. Poi è toccato ad Adam Ondra fare il top al secondo round stravolgendo ogni logica. Lui, il grande mago, i lanci non li ha nemmeno fatti trovando, al 2° tentativo, una  sua linea del tutto diritta! Poi è toccato ai due russi. Prima a Gelmanov sbriga la pratica in 4 round. Poi re Sharafutdinov entra in campo e risolve il tutto al primo tentativo… e già qui il segnale arriva forte e chiaro. Anche perché Kilian Fischhuber e Thomas Tauporn non riescono a trovare la soluzione del gioco.

Rustam Gelmanov @ Anna Piunova

Rustam Gelmanov @ Anna Piunova

Sul secondo boulder la storia si ripete. Sembra impossibile salirlo. Fischhuber ci impiega 4 tentativi per fare, al limite del tempo, una delle sue magie. Il tedesco Tauporn tenta e ritenta ma senza risultato. E neanche l’imprevedibile svizzero Lachat riesce a venirne a capo. Poi arriva Ondra che subito passeggia (o quasi) fino al top con contorsioni da urlo. Quindi arriva la coppia russa: Gelmanov e Sharafutdinov vanno su come missili senza perdere un colpo. Impressionante.

A questo punto, alla terza prova, Sharafutdinov è in testa. Ondra è secondo con un tentativo in più sul 1° boulder e Gelmanov è terzo a 4 tentativi di distanza. Il boulder è da “incubo” con prese piccolissime e movimenti da equilibrio perfetto. Lachat ne viene a capo dopo 6 tentativi. Il tedesco  Tauporn in 5. E Fischhuber, come sempre bravissimo, cerca un’impossibile rimonta chiudendolo in 4 round. A questo punto Ondra dice la sua con una salita perfetta. Mentre Gelmanov spende 2 tentativi per il top come Sharafutdinov. A questo punto Ondra e Sharafutdinov sono in pareggio perfetto, e il 4 e ultimo boulder diventa un vero spareggio per il titolo.

La tensione è altissima. Il pubblico ormai non sa più che magia aspettarsi: lo spettacolo è di quelli memorabili. E si va avanti con l’ultimo problema che è anche quello decisivo: così come dev’essere nelle gare perfette… Lachat non trova la soluzione. E non la trovano nemmeno Tauporn e Fischhuber. Arriva Ondra, è il suo momento della verità, e la magia del top arriva al 4° tentativo. L’instancabile Gelmanov invece trova il top al terzo round. Poi tocca a Sharafutdinov: ha 3 tentativi per vincere questo mondiale perché anche se pareggia con Ondra ha dalla sua il miglior risultato della semifinale che ha vinto. Ma forse il super russo non vuole rischiare: parte e… arriva al top. Non ci sono parole per quest’imprese… anche perché le spende tutte il pubblico che lo applaude come il nuovo re mondiale del Boulder. Tutto molto bello, da antologia.

Ps menzione speciale oltre che per tutti i protagonisti, per il pubblico e per i tracciatori Laurent Laporte, Alberto Gnerro, Luca Parisse e Manuel Hassler. Chapeau davvero per i magnifici blocchi!

report by Vinicio Stefanello / planetmountain.com

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