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Report semifinale Lead donne

Jain Kim © Anna Piunova

Jain Kim © Anna Piunova

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Sar√† banale, ma oggi √® proprio quello che ha fatto Mina Markovic in questa durissima semifinale femminile Lead del mondiale di Arco. La slovena, partita dal 18¬į posto delle qualificazioni, si √® sparata su decisa a riconquistare il posto che le spetta. Obiettivo dichiarato quanto difficile: ri-entrare tra le 8 finaliste. Lei l’ha fatto alla grande arrivando sesta. Una bella impresa visto che ha recuperato ben 12 posizioni. Un goal che oggi era davvero durissimo da segnare. Come √® stata dura per la bravissima neo vice campionessa mondiale del boulder Sasha DiGiulian centrare l’ultimo posto disponibile per la finale. Vista l’autentica corazzata messa in campo dall’Austria che ha conquistato, con Magdalena R√∂ck, Johanna Ernst, Angela Eiter, Katharina Posch e Christine Schranz, ben 5 posti per la corsa al titolo, un vero record. Come da record √® stata la corsa incredibile della coreana Jain Kim l’unica che √® riuscita a sentire l’aria del top, che per√≤ ha solo sfiorato. Prestazione immensa la sua. Forse un pre-sigillo mondiale?

Ma veniamo a questa semifinale, sofferta e difficile. Dicevamo di Mina Markovic che √® andata subito al comando salendo molto alta. Quasi oltre il mitico grande tetto a onda rovescia del Climbing Stadium. Una vera fossa delle Marianne oggi… In quel tetto molte si sono inabissate. Altre (in verit√† non moltissime) non ci sono nemmeno arrivate. Jenny Lavarda, una di quelle che ce l’hanno fatta, l’ha affrontato a muso duro quel tetto. Ma poi s’√® persa nel perfido giro d’orologio che serviva per trovare l’uscita. Peccato questa volta la migliore delle azzurre era davvero determinata… Bella gara la sua che per√≤ le frutta solo il 14¬į posto.

Intanto ormai si era capito che il passaggio in finale passava per il superamento del tetto. Mentre il top sembrava assolutamente irraggiungibile. Perch√©, appunto, quell’onda rovescia (autentico spettacolare supplizio della parete del Climbing Stadium) continuava a mietere vittime illustri. Dalla slovena Natalija Gros alla sua compagna di squadra Maya Vidmar (11esime alla fine). Pi√Ļ o meno la stessa sorte subita dalla russa Yana Chereshneva (10a) e dalle francesi Charlotte Durif (15a) e Caroline Ciavaldini (16a).

Le uniche ad arrivare nelle vicinanze di Mina Markovic sono dapprima la DiGiulian, seguita dalla 22enne Christine Schranz. Poi la svolta con l’entrata in campo di Katharina Posch la prima a superare la Markovic. Quindi lo strappo della bravissima 17enne Magdalena R√∂ck, che per prima va ad esplorare la grande placca sopra il tetto e va altissima: un’impresa che le vale il 2¬į posto della semifinale. Poi la campionessa del mondo in carica Johanna Ernst che si ferma poco sotto alla giovanissima compagna ed √® 3a.

Quindi √® la volta ancora di un’austriaca, e di un’altra super campionessa. Angela Eiter lotta come una leonessa, si salva un paio di volte grazie all’esperienza e la classe, ma finisce al 4¬į posto, di poco sotto la Ernst. Ora manca solo Jain Kim… e il top finora √® parso lontano e inafferrabile. Non per la coreana per√≤. Sembra volare Kim. Non ha peso. Supera tutte e poi va su dritta senza esitazioni verso la fine. Ormai c’√®, e con un ultimo lancio… sfiora l’ultima presa. Top mancato. Ma una dimostrazione di forza impressionante! E un biglietto da visita pesante per la finale di questa sera. Ma si pu√≤ star certi che Magdalena R√∂ck, Johanna Ernst, Angela Eiter e le altre finaliste non si metteranno da parte…

report by Vinicio Stefanello / planetmountain.com

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