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Report semifinale Lead uomini

Magnus Midtboe © Giulio Malfer

Magnus Midtboe © Giulio Malfer

Abbiamo imparato che il Lead è fatto di variabile che neanche ti immagini. Sarà forse che in molti hanno ancora negli occhi il miracolo fatto da Angela Eiter ieri sera per vincere il suo terzo mondiale. Ma vedendo salire Sean McColl fin sotto il tetto, in molti abbiamo pensato che questa semifinale mondiale del Lead sarebbe da subito andata “altissima”. Il canadese era il 2° della start list, quindi… Invece, nulla di tutto questo. Salita dopo salita tutti cadevano più in basso. Molto più in basso. Circa tra il 25° e il 28° movimento, appena sopra a quel volume rosso che subito è diventato per tutti “il piccolo primo filtro”. Vuoi vedere che invece sarà un “grande” filtro?

A smentire questa supposizione è subito l’intramontabile Evgeny Ovchinnikov dall’alto dei suoi verdi 40 anni. E’ ancora e sempre il guerriero russo che tutti ricordano. Si batte da leone. Poi cade, dopo una lotta “corpo a corpo” sotto al mitico tetto a onda rovescia. Ma è primo! E ci rimane per un bel po’! Solo il tedesco Thomas Tauporn (già sesto nel boulder) sembra prenderlo, ma anche lui è dietro perché tocca soltanto l’ultima presa tenuta dal russo. Come ha detto Cristian Brenna, vecchio compagno di battaglia di super Ovchinnikov e qui in veste di speaker tecnico: “Evgeny non è certo venuto ad Arco per pettinare le bambole”. E fin qui ci è riuscito alla perfezione!

Avete capito che stiamo per raccontarvi un piccolo sogno. E che, mano a mano che continua la gara, il sogno sembra diventare sempre più concreto. Tutti cadono sotto di lui. Arriva la metà della gara e il primato resiste. E’ chiaro che da qui in poi, con l’entrata in campo di tutti i più forti, scatterà il conto alla rovescia per entrare nei magnifici 8 finalisti. E già all’inizio c’è il primo sorpasso: il francese Manuel Romain va su senza tentennamenti. Affronta l’onda alla grande ma poi ha uno sbandamento, riesce a tenere la prima presa di uscita del tetto e cade. E’ primo con un “passo” di vantaggio.

Dietro a lui, subito dopo, sale in seconda posizione il 20enne russo Evgeny Zazulin. Poi però il bravissimo olandese volante Jorg Verhoeven cade appena sotto al tetto… A questo punto appare una rivelazione: il coreano Hyunbin Min va su che è un piacere. Quando è sotto al tetto si prende il lusso di salutare il pubblico (che tra parentesi è tantissimo) e poi, senza usare i piedi, infila 4 prese di seguito fuori dal tetto. Bella, e acrobatica, prestazione che lo lancia in testa alla gara!

Il tempo di vedere il francese Romain Desgranges cadere sotto il tetto, seguito immediatamente dall’ucraino Valeriy Kryukov, ed è già tempo di “mister” Adam Ondra. Che dire del piccolo “monster”? Sale da par suo. Si beve in gran stile il tetto e anche l’uscita. Ma poi cade facendo solo un movimento in più di Min. Non è per nulla contento il “magico” Adam. Intanto però, comanda la gara. Ora mancano ancora 6 atleti. Il nostro “sogno” sta in 5a posizione. E la cosa si fa sempre più difficile… anche se l’austriaco Mario Lechner cade molto in basso.

Ora tocca al norvegese Magnus Midtboe che porta al braccio una fascia in segno di lutto per gli attentati di ieri nella sua Patria. Determinato più che mai lotta all’uscita dal tetto… è terzo. Poi tocca a Cédric Lachat che litiga con il rinvio del tetto, e va giù. Lo svizzero è 8°, ma rischia di non centrare la seconda finale dopo quella del boulder. Anche perché il giapponese Sachi Amma, pur pasticciando sotto al tetto, lo butta subito fuori.

A questo punto qualcosa che aspettavamo dall’inizio è già diventato realtà! E i più attenti l’avranno già capito… Intanto però siamo nuovamente sotto al tetto con l’austriaco Jakob Schubert che oggi è grandissimo. Supera il punto più alto finora raggiunto (il vero filtro della gara!) e, con una facilità imbarazzante, corre a prendersi il top e tutti gli applausi del pubblico. Ora manca solo il mitico Ramón Julian Puigblanque. Viene dalla Catalogna e ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Tra l’altro, su questa parete, ha centrato 5 Rock Master. Insomma, va su come chi deve sbrigare una formalità. Anzi, forse per renderla più interessante, sotto al tetto s’inventa un incrocio inedito e poi, naturalmente, va al top. Senza parole…

Dunque in finale vedremo i due big di questa corsa, Puigblanque e Schubert. Ci sarà il magico Adam Ondra. Ma anche Min (una piccola sorpresa), Midtboe, Romain e Zazulin (altra sorpresa). Infine ci sarà anche il nostro sogno partito dall’inizio, quell’Evgeny Ovchinnikov che è il vero eroe di questa semifinale. 40 anni, due Rock Master vinti, tante battaglie sui campi di tutto il mondo, ed essere ancora qui, nella finale mondiale… Appunto una variabile che neanche puoi immaginarti all’inizio. Un vero sogno!

report by Vinicio Stefanello / planetmountain.com

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