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Arco e la storia dell’arrampicata

Arco ha attraversato tutta la storia dell’arrampicata sportiva, rappresentando una sorta di laboratorio che, fin dalle origini di questo giovane sport, ha proposto e sperimentato tutte le nuove tendenze, agonistiche e non, dell’arrampicata moderna.

Lynn Hill. Photo M Scolaris

Lynn Hill. Photo M Scolaris

Ad Arco e nella Valle del Sarca l’arrampicata è stata presente fin dagli anni ‘30, quando il mitico Bruno Detassis aprì alcune difficili vie. E poi ancora lungo tutti gli anni ‘60 e ‘70, quando sulle pareti della Valle si cimentarono alpinisti di fama mondiale come Reinhold Messner, Heini Holzner, Sergio Martini ed altri. Ma è solo nei primi anni ‘80 che ad Arco si compie quella sorta di rivoluzione che vide nascere la moderna arrampicata sportiva per mano di Manolo, Heinz Mariacher, Roberto Bassi e Luisa Iovane. Quelle loro prime vie e falesie portarono Arco al centro dell’attenzione dei climbers, tanto che nel giro di pochi anni la piccola cittadina si ritrovò letteralmente invasa da torme di arrampicatori in collant multicolori.

L’amministrazione comunale dell’epoca non si lasciò sfuggire l’occasione cogliendo in pieno le potenzialità di questo sport, allora ai primi passi. Così nel 1986 aderì alla proposta di Andrea Mellano ed Emanuele Cassarà per organizzare la seconda edizione di SportRoccia, che solo l’anno prima aveva inaugurato l’era moderna dello sport climbing a Bardonecchia. Fu un successo con migliaia di appassionati ai piedi della parete dei Colodri e una storica diretta RAI (Televisione Nazionale Italiana).

Ma è l’anno successivo, nel 1987, che vengono gettate le basi di Arco come la conosciamo ora. Il Comune di Arco, la Provincia Autonoma di Trento, l’Azienda di Promozione Turistica, decisero infatti di investire in modo massiccio sull’arrampicata, per farne uno dei principali motori promozionali per il territorio del Garda Trentino. Da subito venne messo a punto un progetto che integrasse la promozione del turismo-arrampicata con la realizzazione di infrastrutture dedicate. E da subito, con una vera e propria scommessa per l’epoca, gli investimenti furono importanti: mentre la Provincia di Trento diede il via ad un progetto pluriennale di intervento sulle falesie per trasformale in veri e propri parchi per l’arrampicata, un gruppo di amministratori inventa il Rock Master.