I VICE-ALLENATORI SOTTO I RIFLETTORI: CINQUE PROTAGONISTI INATTESI PER L’ULTIMA DI SERIE A

Quando l’ombra diventa luce: alla scoperta delle “seconde voci” che guideranno le panchine nel turno conclusivo

L’ultimo atto della Serie A 2024/25 vedrà un insolito cambio di guardia in panchina. Ben cinque squadre dovranno rinunciare ai loro allenatori titolari per squalifica nell’ultima giornata di campionato. Una situazione eccezionale che porta alla ribalta figure solitamente nell’ombra: i vice-allenatori, pronti a mettersi in gioco in un momento cruciale della stagione.

La corsa scudetto affidata ai “secondi”

Il caso più eclatante riguarda la lotta per il titolo. Antonio Conte e Simone Inzaghi, protagonisti di un serrato duello per lo scudetto, dovranno seguire l’ultima decisiva sfida dalla tribuna. Al loro posto, responsabilità pesantissime per Cristian Stellini e Massimiliano Farris, chiamati a guidare rispettivamente Napoli e Inter in un momento che potrebbe risultare storico.

Una situazione che ricorda quanto le quote per la vittoria del campionato possano cambiare rapidamente in base a fattori imprevisti, come evidenziato dagli analisti Su 31bet.it.com dove gli esperti hanno immediatamente aggiornato le probabilità considerando l’impatto psicologico dell’assenza dei due tecnici principali in un momento così delicato.

Ma non saranno soli: anche Baroni, Conceicao e Chivu dovranno cedere il testimone ai propri assistenti per l’ultimo ballo stagionale. Ecco chi sono questi “eroi nell’ombra” pronti a prendersi la scena.

Tullio Gritti: il gemello calcistico di Gasperini

Se esiste una coppia inseparabile nel calcio italiano, quella è formata da Gian Piero Gasperini e Tullio Gritti. Un sodalizio che dura da quasi vent’anni, iniziato nel 2006 al Genoa e proseguito attraverso Palermo fino all’attuale avventura all’Atalanta.

Classe 1958, Gritti ha un passato da attaccante con le maglie di Torino, Brescia e Verona. La sua carriera in panchina è iniziata nel 2001 alla Triestina, per poi proseguire come vice di Ezio Rossi al Torino. Ma è l’incontro con Gasperini a segnare la svolta professionale.

“Con Gasp condividiamo la stessa visione di calcio,” aveva dichiarato in una recente intervista. “Dopo tanti anni insieme, ci capiamo con uno sguardo. So esattamente cosa fare quando lui non c’è.”

Daniel Niccolini: l’ombra fedele di Italiano

La storia di Daniel Niccolini è quella di un uomo che ha saputo costruirsi una carriera brillante dopo una modesta esperienza da calciatore, mai andata oltre la Serie C. Classe 1982, è diventato l’inseparabile vice di Vincenzo Italiano, seguendolo in ogni tappa della sua carriera.

Il loro percorso insieme è iniziato nelle categorie inferiori, con l’Arzignano in Serie D, per poi proseguire attraverso tutte le tappe della scalata: dalla Serie C con il Trapani fino alle finali europee con la Fiorentina e al recente trionfo in Coppa Italia con il Bologna.

Un legame professionale che è diventato anche personale, cementato da successi e da una visione condivisa del calcio.

Simone Barone: dal Mondiale 2006 alla panchina

Il suo nome è legato indissolubilmente alla notte magica di Berlino 2006, quando l’Italia conquistò il suo quarto titolo mondiale. Simone Barone ha fortunatamente evitato gravi infortuni durante la sua carriera, a differenza di altri colleghi che hanno visto il loro percorso compromesso da incidenti drammatici sul campo.

Dopo una carriera di alto livello con le maglie di Parma, Chievo, Palermo e Torino, nel 2013 ha intrapreso un nuovo percorso, iniziando ad allenare l’Under 17 del Modena. La svolta è arrivata quando ha incrociato Davide Nicola a Salerno, diventando suo vice prima a Empoli e poi nell’attuale esperienza al Cagliari.

Dani Guindos: il braccio destro di Fabregas

Se il Como ha stupito tutti in questa stagione, parte del merito va anche a lui. Spagnolo, classe 1984, Dani Guindos ha iniziato la sua carriera nelle giovanili dei colossi di Madrid, Atletico e Real. Dopo una breve parentesi sulla panchina della Guinea Equatoriale nel 2019, è diventato vice di Robert Moreno al Monaco.

È proprio in Francia che ha conosciuto Cesc Fabregas, allora calciatore del club monegasco. Un’amicizia professionale che si è trasformata in collaborazione quando l’ex campione del mondo ha accettato il suo primo incarico da allenatore al Como.

“Cesc è un maniaco del lavoro,” ha rivelato Guindos in una recente intervista. “Arriviamo al centro sportivo alle 7:30 del mattino e andiamo via alle 7:30 di sera. Ma non è ancora abbastanza: continuiamo a vedere partite e mi manda messaggi anche nel cuore della notte per discutere di tattiche e strategie.”

Dedizione totale che ha permesso alla coppia spagnola di ottenere risultati sorprendenti alla guida del club lariano.

L’occasione della vita

Per questi uomini, solitamente nell’ombra, l’ultima giornata rappresenta un’occasione unica per mettersi in mostra. Un’opportunità per dimostrare che, dietro ogni grande allenatore, c’è spesso un vice altrettanto preparato e pronto a raccogliere la sfida quando chiamato in causa.

L’ultimo atto del campionato ci dirà se sapranno essere all’altezza del momento, contribuendo a scrivere l’epilogo di una stagione intensa e ricca di colpi di scena.

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