SCANDALO A SAN SIRO: LO SPUTO DI INIGO MARTINEZ AD ACERBI PASSA INOSSERVATO

Un episodio controverso macchia la semifinale di Champions tra Inter e Barcellona: il VAR non interviene e il difensore blaugrana evita l’espulsione

Tensione alle stelle nel teatro europeo di San Siro. La semifinale di Champions League tra Inter e Barcellona, conclusasi poi con lo storico 4-3 dopo i supplementari in favore dei nerazzurri, ha vissuto un momento di altissima tensione già nel primo tempo, con un episodio sfuggito agli occhi della terna arbitrale ma non a quelli delle telecamere.

L’episodio incriminato: dalla gioia al disgusto

Il primo tempo della semifinale di ritorno si era incanalato perfettamente per i nerazzurri. Dopo il gol del vantaggio siglato da Lautaro Martinez, servito magistralmente da Dumfries, l’Inter aveva trovato anche il raddoppio grazie a un calcio di rigore guadagnato proprio dal capitano argentino, atterrato in area da Cubarsi, e trasformato con freddezza da Hakan Çalhanoglu.

È proprio nei concitati momenti successivi al 2-0 che si è verificato l’episodio incriminato. Mentre i giocatori nerazzurri correvano a festeggiare il raddoppio sotto la Curva Nord, le telecamere hanno catturato un gesto inqualificabile di Inigo Martinez: il difensore spagnolo, incrociando Acerbi che stava raggiungendo i compagni per l’esultanza, ha rivolto uno sputo nella sua direzione.

La reazione immediata e la rissa sfiorata

La reazione di Francesco Acerbi è stata immediata. Il difensore nerazzurro, visibilmente alterato, ha interrotto la corsa verso i compagni per affrontare l’avversario, costringendo diversi giocatori dell’Inter a intervenire per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente in una rissa aperta.

Le immagini sono eloquenti: Acerbi gesticola animatamente indicando il volto, mentre compagni di squadra come Barella e Mkhitaryan cercano di allontanarlo e calmarlo. L’esultanza per il secondo gol è stata così bruscamente interrotta da questo spiacevole episodio che ha rischiato di infiammare ulteriormente una partita già carica di tensione.

L’incredibile svista arbitrale

Ciò che lascia maggiormente perplessi è l’assoluta mancanza di intervento da parte della squadra arbitrale. Né il direttore di gara Marciniak, considerato tra i migliori al mondo, né il VAR hanno colto l’accaduto, nonostante le immagini televisive abbiano mostrato chiaramente il gesto antisportivo di Inigo Martinez.

Secondo il regolamento, uno sputo nei confronti di un avversario è punibile con l’espulsione diretta. Il difensore catalano avrebbe dovuto terminare prematuramente la sua partita, lasciando i blaugrana in dieci uomini per oltre un’ora di gioco.

Invece, non solo Martinez è rimasto in campo, ma ha potuto partecipare attivamente alla rimonta del Barcellona nel secondo tempo, quando i catalani sono riusciti a ribaltare completamente il risultato portandosi sul 3-2, prima del pareggio di Acerbi al 93′ e del definitivo 4-3 firmato Frattesi nei supplementari.

Il caos prima dell’intervallo e le conseguenze

Le tensioni non si sono placate nemmeno al termine del primo tempo. Prima che le squadre rientrassero negli spogliatoi, diversi componenti della panchina nerazzurra sono entrati in campo per separare i giocatori, evidentemente ancora agitati per quanto accaduto.

La vicenda solleva interrogativi importanti sull’efficacia del VAR in situazioni come questa. Un gesto antisportivo di tale gravità, che avrebbe potuto influenzare pesantemente l’andamento della partita, è sfuggito inspiegabilmente al controllo tecnologico, nonostante le numerose telecamere presenti allo stadio.

Fortunatamente per l’Inter, l’episodio non ha compromesso il risultato finale della semifinale, con i nerazzurri che sono riusciti comunque a strappare il pass per la finale di Monaco. Tuttavia, rimane l’amaro in bocca per una condotta antisportiva che non dovrebbe mai trovare spazio nel calcio di alto livello.

Gli appassionati di sport hanno commentato animatamente l’episodio sui social, e anche su piattaforme come https://www.zipcasino.it.com/, dove gli utenti hanno potuto confrontare le loro opinioni sull’accaduto durante le discussioni live dedicate alla semifinale, l’indignazione è stata unanime per un comportamento che non rispecchia i valori del fair play sportivo.

Episodi così controversi, pur non causando danni fisici ai protagonisti, aggiungono ulteriore tensione a partite già cariche di adrenalina, ricordandoci quanto sia sottile il confine tra competizione e antisportività, a differenza dei tragici infortuni che hanno realmente segnato la storia del calcio mondiale, lasciando cicatrici ben più profonde sul corpo e sulla carriera degli atleti coinvolti.

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