Scudetto Inter, perché non c’era da meravigliarsi. Il passato insegna

Ci sono similitudini in vari sport, d’altronde a livello professionistico ci sono paragoni o punti in comune. Ad esempio, è opinione diffusa che chi resta sempre ai vertici, prima o poi trionfa: è solo questione di tempo. Questo ragionamento può valere per la superlega volley con la vittoria di Perugia, ma anche per il calcio con il recente trionfo dell’Inter in campionato e in Coppa Italia. La conquista del doblete per i nerazzurri non deve stupire, anche perché la formazione nerazzurra, pur avendo cambiato allenatore, passando da Inzaghi a Chivu, è pur sempre quella che lo scorso anno aveva sfiorato la vittoria della Champions League, perdendo poi in finale contro il Psg, e aveva perso lo scudetto per un punto con la vittoria del Napoli dopo il pari per 2-2 in casa contro la Lazio – alla penultima giornata – decisa dalla doppietta di Pedro. Fatale il rigore al novantesimo. Così all’ultima giornata gli azzurri con la vittoria sul Cagliari trionfarono.

Vincere è più facile restando sempre ai vertici

Come l’Inter, anche Sir Safety Umbria Volley Perugia ha trionfato dopo che per anni è rimasta comunque a galla, in superficie, tra trionfi a livello nazionale o trionfi sfiorati. Però il valore del roster è sempre stato elevato, così come le ambizioni del club. Così l’Inter, che non ha cambiato pelle da un allenatore all’altro. Inzaghi aveva vinto due anni fa, e ora torna a rivincere l’Inter anche senza di lui. E poi la finale di Champions League era stata raggiunta anche nel 2023, due anni prima del ko contro il Psg di Luis Enrique. Ecco perché non c’è da stupirsi per il trionfo in Italia quest’anno, uno scudetto vinto con pieno merito e con diversi punti di distanza rispetto al Napoli e a tutte le altre inseguitrici.

Scudetto Inter, chi sono stati i protagonisti del trionfo

Tornando al campionato appena vinto, chi sono stati i protagonisti? Tanti, alcuni noti, altri meno. Sorprese, gregari comunque determinanti. In cima non può non esserci Christian Chivu, l’ex Triplete da calciatore, oggi allenatore del Doblete che tutti ricorderanno. Ha saputo raccogliere la pesante eredità di Inzaghi e con un gioco ancora più divertente ha portato di nuovo la sua Inter sul tetto d’Italia. Poi, tra i calciatori, impossibile non citare Lautaro Martinez, il capocannoniere del campionato e ovviamente della sua squadra. L’argentino, il capitano, il Toro, è una garanzia in termini di gol, costanza di rendimento e continuità. Così come ha avuto come sempre valore e importanza Dimarco a sinistra o Calhanoglu in mediana. Tra le sorprese, impossibile non citare Zielinski, di nuovo al top anche grazie a una condizione fisica di nuovo ottimale. Gol e assist per l’ex Napoli che si è imposto sia come play che come mezzala. E poi, rispetto allo scorso anno, molto bene anche le punte di scorta, ovvero Bonny e Pio Esposito, autori di reti pesanti e sempre determinanti quando mancavano i due titolari, Lautaro e Thuram.

L’insegnamento dell’Inter per il futuro

Cosa serve dunque per vincere? Progettualità, costanza, investimenti mirati e soprattutto tanta pazienza. Chi resta al vertice per anni ha più possibilità di vincere. Una volta può andar male, un’altra può andar bene. Un ping pong di emozioni, trionfi e delusioni. La sintesi è chiara: nel 2023 finale di Champions League, come nel 2025. Nel 2024 scudetto, come nel 2026. E poi la Coppa Italia. Tanti trionfi per un club sempre ai vertici e per una squadra che non ha mai subito reali modifiche, è solo cresciuta nel tempo. Un tassello alla volta. E ora la stessa ambizione verrà rinnovata anche in vista della prossima stagione quando l’obiettivo sarà ancora una volta trionfare in Italia ma anche provare a far strada in Champions. Perché per una squadra che ha già conosciuto il Triplete, il Doblete è prestigio ma non basta. Ora l’Inter vuole tornare a trionfare anche in Europa. E Chivu sa come si fa.

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