Fake news, il 73% degli italiani afferma di saperle riconoscere

Morti, bombardamenti, vittime, ma anche minacce, armi, nucleare, centrali in fiamme, teatri colpiti, convogli in arrivo. Ogni giorno siamo bombardati da notizie in arrivo dall’est dell’Europa, terreno del devastante conflitto tra Russia e Ucraina. Notizie assurde, sconvolgenti, che mettono timore e gettano nel panico. Ma quante, tra queste sono vere?

La propaganda della guerra e per la guerra è infatti, da sempre, un terreno spinoso caratterizzato da fake news, sul quale investono dittatori e presidenti. Ognuno infatti vuole far passare l’altro per cattivo, ognuno vuole attirare l’attenzione. Spesso utilizzando dati, notizie e fatti non veri o non accaduti realmente così. Il discorso sul conflitto in Ucraina è quindi molto complicato: se da un lato viene naturale schierarsi dalla parte degli aggrediti, degli indifesi, non sempre però è giusto credere a qualsiasi notizia arrivi dal conflitto.

Le ultime ricerche sulle fake news

L’ultimo sondaggio condotto da Ipsos per IDMO, l’Italian Digital Media Observatory, mette in luce il rapporto tra gli italiani e le fake news. La ricerca, che ha visto la partecipazione del Data Lab dell’Università di Roma Luiss Guido Carli ha indagato la fiducia e i comportamenti degli italiani nei confronti delle informazioni. Il 73% degli intervistati dichiara di essere in grado di riconoscere una notizia quando è falsa, ma solo il 35% pensa che le altre persone siano in grado di farlo. Solo tra i più giovani, ovvero quelli di età inferiore ai 30 anni, c’è maggiore investimento di tempo su azioni di ricerca e di controllo dell’attendibilità e dell’affidabilità delle informazioni online.

Giovani e fake news

7 italiani su 10 inoltre si informa su siti gratuiti, mentre solo un quarto degli intervistati è disposto a pagare per le informazioni. Il 60% ritiene inoltre che a diffondere le fake news sia gente consapevole di mettere in giro notizie false e lo fa per motivazione economica. Il 90% degli intervistati, inoltre, pensa che la disinformazione in Italia sia molto diffusa e si dice molto preoccupato per questo. Come contrastare tutto questo? Con il controllo della credibilità dell’informazione, dicono, e controllato la notizia su altri siti. Questa la ricetta proposta da un cittadino su 2, sottoposti all’indagine. Entrando nel merito della ricerca è il 60% degli italiani a ritenere che una notizia sia più affidabile quando è condivisa da più persone.

Numeri interessanti, che aiutano a capire quali sono le dinamiche dietro l’informazione e, soprattutto, dietro al prolificare delle fake news. In tempi di guerra ma non solo.

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